50 milioni di atti sono pronti a partire
La sospensione delle cartelle esattoriali sembrava una manna dal cielo, ma l’effetto boomerang era prevedibile. Per questo motivo il governo sta vagliando l’ipotesi di un decreto ad hoc, per evitare che gli italiani vengano da una quantità insormontabile di cartelle esattoriali.
Cartelle esattoriali, tutta la politica al lavoro
Il decreto Milleproroghe ha visto egli stesso una proroga nelle sue esecuzioni, Gli sfratti, per esempio, sono sospesi fino al 30 giugno 2021, ma questa decisione è stata molto dibattuta. Ne avevo già parlato nell’ articolo “Aste immobiliari: tra virus, lockdown e politica”. Questa è senza dubbio la scelta più conveniente per il debitore, ma quali saranno le conseguenze sul sistema? Al momento l’Italia ha perso circa 6,6 miliardi di euro potenziali a causa delle proroghe e dei lockdown del 2020. Siamo sicuri che un ulteriore proroga avrà effetti positivi?
Al momento non abbiamo ancora una soluzione a questo problema e la situazione non è chiara. Il governo punta a un nuovo decreto pensato su misura, le opposizioni invece a degli emendamenti per avere una proroga del decreto già esistente fino alla fine del 2021. Se non si dovesse trovare una soluzione, ripartirebbe l’attività di riscossione, stiamo parlando di 50 milioni di atti tra nuovi e vecchi. Se tutto questo non verrà impedito vorrà dire che ogni mese l’Agenzia delle Entrate e Riscossioni dovrebbe far partire 4 milioni tra azioni esecutive e altri interventi.
Qui si apre una grande problematica. Da un lato abbiamo tasse, multe e tributi del periodo pre Covid-19 che non sono stati riscossi a causa della sospensione. Nei primi 10 mesi del 2020 il fisco ha visto un calo del -31% rispetto allo stesso periodo nel 2019, che tradotto in cifre è circa 3 miliardi. Dall’altra invece abbiamo delle persone in difficoltà a causa della pandemia e, se ripartissero al 100% le riscossioni, molte attività che sarebbero a rischio chiusura. Quindi cosa bisogna fare giunti a questo punto?
Tante idee per la risoluzione del “problema” chiamato cartelle esattoriali
Dalla politica italiana arrivano moltissime proposte per quanto riguarda le cartelle esattoriali. La viceministro dell’economia Laura Castelli spinge per la rottamazione “quater”. Il piano prevede una rottamazione dei debiti presso l’Agenzia delle Entrate e Riscossioni, inerenti agli anni che vanno dal 2016 al 2019 più la possibilità del saldo e stralcio. Questo servirebbe per dare a tutti un po’ di respiro ed evitare la notifica di milioni di cartelle.
Sostanzialmente una Rottamazione più un Saldo e Stralcio, molto simile all’ultimo del 2019, ma non è tutto. Infatti si pensa al differimento e allo scaglionamento delle cartelle di importo maggiore, quindi non tutte notificate nel 2021 ma in più anni. Inoltre si pensa a un modo per lo smaltimento del “magazzino”. Quindi il modo di risolvere i problemi inerenti agli atti più vecchi di 5 anni, che spesso risultano essere inconcludenti poichè i soggetti non sono in grado di pagare.
Dunque ora, c’è da capire cosa sia meglio. Abbiamo bisogno di un nuovo decreto ad hoc o si modificare gli emendamenti già esistenti?




