Parla il dg dell’Abi Giovanni Sabatini
Gli NPL ormai giocano un ruolo fondamentale nell’economia europea e di conseguenza quella italiana. Ne ho parlato spesso nell’ultimo periodo, perchè argomento di cruciale importanza per far ripartire il nostro paese e anche tutti gli altri. Il Covid-19 ha lasciato dietro di sè una serie di problemi incalcolabili, ma ora bisogna trovare un criterio per poter gestire quei crediti che non sono ancora deteriorati, ma che lo saranno a breve.
Questo l’argomento cardine dell’intervento del direttore generale dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana):
Sarebbe necessario trovare con l’Eba il modo di rivedere i loro standard tecnici regolamentari. La misura più urgente riguarda le ristrutturazioni dei prestiti, anche quelli in bonis. Ma in generale vanno riviste le soglie delle definizioni di default, i 100 euro per gli individuali e i 500 euro per le imprese.
Questo è il grido d’aiuto fatto dal dg al Parlamento Italiano. Tutto questo si è svolto durante l’audizione presso la commissione d’inchiesta delle banche. Commissione con lo scopo di trovare una soluzione agli ormai famosi NPL. Ormai i crediti deteriorati sono l’argomento del momento nell’ambito economico, questo perchè stanno mettendo in ginocchio l’Italia, più di quanto già non fosse. Se non si troverà una soluzione a breve rischiamo un blocco quasi totale del sistema produttivo italiano.
Una catastrofe di tale entità ha fatto si che la commissione d’inchiesta fosse aperta al dialogo da subito. Il prossimo step per la risoluzione del problema è la convocazione di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, per avere maggiori informazioni sull’impatto degli NPL sull’economia nazionale.
NPL tra flessibilità e ricerca mirata
L’Eba (European Banking Authority) ha prorogato fino al 31 marzo 2021 la moratoria, cioè la possibilità di sospendere il pagamento delle rate di un finanziamento senza che questo diventi un credito deteriorato. Sembra tutto bellissimo, se non fosse per qualche piccolo dettaglio. Ce lo spiega meglio il dg Sabatini:
E’ stata recentemente rivista, anche su forte richiesta dell’Abi, la posizione dell’Eba sul regime di flessibilità sulla riclassificazione delle posizioni oggetto di moratoria. Però nel rinnovare la possibilità di fare moratorie, Eba ha stretto i parametri e quindi ha imposto un limite massimo di 9 mesi alla moratoria, includendo nel calcolo dei 9 mesi gli eventuali rinnovi.
Traducendo tutto questo, quello che si evince è che 150 miliardi di moratorie garantite dallo stato e rinnovate fino al 31 gennaio 2021, rischiano di essere svalutate. Quindi, quanto influenzerà il nostro paese, e la nostra situazione attuale, questa scelta europea?
Come afferma Sabatini, quello che le banche vogliono, e di cui hanno bisogno, è flessibilità. Perciò basta automatismi! Serve un sistema diverso per individuare tutte quelle imprese che risultano essere le più meritevoli. Il dg ha inoltre affermato che bisogna vedere le modalità di recupero delle garanzie, perchè la giustizia italiana ha delle tempistiche troppo lunghe. Questo fa sì che le procedure di recupero siano risultino poco agevoli.
A tal proposito i nuovi disegni di legge, in ambito civile, riusciranno ad agevolare la gestione dei crediti deteriorati?




