Come reagisce il mercato immobiliare alla crisi globale
Il 2020 è un anno segnato da profonde spaccature causate dal Covid-19 e certamente il settore immobiliare non fa eccezioni. Questo sarebbe dovuto essere un anno da chiudere in positivo per il caro vecchio mattone, invece la pandemia che ci ha colpito quest’anno sta rendendo ostica ogni tipo di ripresa.
Il mercato immobiliare sembra reggere abbastanza bene il colpo alla conta dei danni, rispetto al primo semestre di quest’anno in rapporto allo stesso periodo nel 2019, non sembra nemmeno così messo male. Detta in questo modo sembrerebbe tutto a posto, ma così non è, anche perché l’anno non è ancora finito e i recenti sviluppi ci stanno indirizzando verso un futuro per niente roseo. Una visione dall’alto sulla situazione immobiliare italiana ce la riporta l’Ufficio studi di scenari immobiliari di Milano, ma cosa ne risulterà?
L’ immobiliare e il suo stato post Covid-19
Il primo semestre di quest’anno ha riportato un calo del 29,2% nel settore della compravendita immobiliare, un dato effettivamente preoccupante. Dato che riportato in cifre tangibili si aggira intorno 230 milioni di euro. Una caduta a dir poco disastrosa, soprattutto rispetto al fatto che sono stati dilapidati tutti progressi che fatti negli ultimi 2 anni visto che, nel 2019 si era verificato un aumento di circa il 12% rispetto all’anno precedente.
Certamente non si può fare di tutta l’erba un fascio, da regione a regione e da città a città le situazioni variano. Per esempio il mercato immobiliare di Roma ha avuto un calo del 13,5%, ma ad oggi sembra invece aver ripreso un ritmo quasi normale. Non si può dire lo stesso di Milano, che sulla compravendita dell’usato va ancora molto a rilento che ad oggi registra un calo del 16%. Questi dati sono ovviamente negativi, ma certamente migliori rispetto al resto del territorio nazionale che ha subito un arresto del 30% circa.
Il mercato immobiliare e i nuovi gusti degli italiani
Noi, il nostro paese e le nostre abitudini, insomma tutto quanto sta cambiando a causa del Covid-19, quindi perché non dovrebbe cambiare anche il mercato immobiliare? Dopo il passaggio del Coronavirus la domanda da parte degli italiani è cambiata notevolmente, oltre al fatto che la propensione all’acquisto è diminuita drasticamente. In fin dei conti le famiglie italiane si interrogano sul futuro e sull’evoluzione che avrà l’economia e il lavoro.
Per quanto riguarda l’immobiliare gli italiani si spostano su case con terrazzo, giardino e spazi più ampi, sono disposti anche ad abbandonare il centro città pur di avere questi plus. Però l’aspetto che forse maggiormente impatta sulla scelta dell’immobile da acquistare è l’adattabilità allo smart working. E’ evidente dunque, anche in questo ambito, l’impatto del lockdown sulla vita degli italiani.
Gli italiani e il prezzo di vendita
Parlando invece da un punto di vista puramente monetario i prezzi non hanno subito un calo drastico, anzi rimangono per la maggior parte stazionari. I prezzi medi, che quest’anno avrebbero dovuto vedere un leggero aumento, sono rimasti fermi alle quotazioni del 2019, piuttosto le trattative hanno margini di sconto fino al 10% per quanto riguarda l’usato da ristrutturare.
Questo perché le famiglie italiane non vogliono abbassare il prezzo di un bene che per loro ha un valore. La scelta piuttosto è di allungare i tempi di vendita, questo nel caso in cui le famiglie non hanno un urgente bisogno di realizzare. Quindi l’eventuale calo dei prezzi si potrà verificare soltanto tra 6 o forse 12 mesi, solo allora si potrà realisticamente fare una conta dei danni che il Covid-19 ha lasciato nel settore immobiliare.




